Crescita e disoccupazione

Dunque il Pil americano a -1% nel secondo trimestre invece che a -1,5% è un segnale che fa sperare in una ripresa vicina. Quanto meno che è terminata la caduta libera dell’economia. Tuttavia ci sono altri segnali negativi che fanno essere prudenti i non iscritti al club degli inguaribili ottimisti.

Continuano a contrarsi gli investimenti per attrezzature e software al tasso annualizzato del 9% dopo che nel primo trimestre erano crollati del 36%. Si riducono le esportazioni del 7% dopo che nei due precedenti trimestri si erano ridotte rispettivamente del 30 e del 20%. I consumi scendono ancora del 1,2% e il tasso di disoccupazione cresce al 9,5%. Risultati che fanno dire a Edward McKelvey, economista della preveggente Goldman Sachs, che più che verso una forte ripresa stiamo andando incontro a qualcosa di alquanto lento.

Anche Paul Krugman pur ritenendo una buona scommessa puntare sulla ripresa ritiene che questa non verrà percepita come tale per lungo tempo. La sua tesi è che le riprese postmoderne tendono a includere un lungo periodo nel quale il Pil cresce ma il mercato del lavoro continua a peggiorare. E’ la famosa “legge di Okun” di cui tutti gli economisti parlano.

Sull’asse orizzontale il tasso di crescita annuo del Pil reale, su quello verticale il tasso di variazione (cosicchè se la disoccupazione sale dal 5 al 6 per cento, questo segnerà un +1) della disoccupazione. Gli anni presi in considerazione partono dal 1995 perchè quello è il periodo in cui sembra esserci un miglioramento al di sotto della crescita della produttività, rendendo problematiche le comparazioni con gli anni precedenti.


Quel che vedete è che la disoccupazione tende a cadere quando la crescita è alta, a crescere quando è bassa o negativa. Vedete anche che la crescita deve essere abbastanza solida – più del 2 per cento – proprio per impedire al tasso di disoccupazione di crescere. Perchè? Perchè la produttività cresce sì da permettere
ad ogni livello dato di produrre con meno lavoratori; per questo la produzione deve salire per impedire che l’occupazione scenda. E l’età lavorativa della popolazione cresce, per cui c’è bisogno di una crescita positiva dell’occupazione proprio per impedire alla disoccupazione di salire.

Questo spiega come si può avere una ripresa che sembra una recessione: il Pil reale può anche crescere, ma se non sale ad un tasso sufficientemente alto, la disoccupazione continua a salire.

Ora osservate il punto rosso in alto a sinistra, Esso rappresenta quello che è accaduto dal secondo trimestre del 2008 al secondo del 2009: una considerevole caduta del Pil reale, una notevole crescita della disoccupazione.

La crescita della disoccupazione è stata maggiore di quanto ci dovessimo aspettare, dato il tracollo del Pil? Secondo Krugman no, ma in quanto questa recessione è su una scala completamente diversa da qualsiasi cosa abbiamo mai potuto vedere da tanto tanto tempo. Difficile sapere cosa ci saremmo dovuti attendere.

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